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Il quotidiano statunitense Politico ha pubblicato un articolo in cui mette in luce le criticità della decisione europea – in seguito alla riesplosione del conflitto in Ucraina – di affidarsi agli Stati Uniti per sostituire le grandi quantità di gas che prima importavamo dalla Russia.

«Queste decisioni vengono ora messe in discussione», scrive Politico e si chiede – retoricamente – se «l’Europa ha barattato la sua indebita dipendenza dalla Russia con una miope dipendenza dall’America?».

Dopo aver «speso miliardi in infrastrutture GNL», il Vecchio Continente importa oggi dagli Stati Uniti il 50% – circa il doppio rispetto a prima della riesplosione del conflitto – del suo Gas Naturale Liquefatto, che «ha superato il gas da gasdotto come la più importante fonte di approvvigionamento».

Un’ulteriore conferma della pericolosità di questa nuova dipendenza è il fatto che «le aziende [europee] hanno anche firmato un eccesso di contratti GNL a breve termine con aziende statunitensi […] rendendo più difficile garantire prezzi bassi e sapere da dove verrà la tua energia tra cinque o 10 anni».

Per Indipendenza è necessario riacquisire sovranità politica ed energetica, riavviando un canale diplomatico con il Cremlino e sfruttare il nostro storico partenariato strategico. Non stiamo bloccando tanto la Russia, quanto noi stessi.