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 “È arrivato il via libera da parte del MEF per la svendita di settori strategici dell’industria e dell’economia italiana. Dopo aver ceduto quote pari al 12,5% del Monte dei Paschi di Siena, il ministero di Giancarlo Giorgetti ha approvato la cessione di una quota del 2,8% di ENI per un controvalore di 1,4 miliardi di euro.

 L’operazione di collocamento sarà messa in mano alla banca d’affari americana Goldman Sachs. Il senso dell’operazione sarebbe nella necessità di contenere l’indebitamento dello stato, secondo vincoli UE. 

 Questa è un’operazione assurda, soprattutto considerando che avremmo potuto accedere a quei soldi direttamente dai titoli di Stato. Infatti, i BTP hanno un costo – in termini di rendimento – di poco superiore al 3,5% mentre Eni restituisce nelle casse nazionali il 6% per un guadagno dello Stato di circa il 2,5% che ora andremo a perdere. Questa operazione, assolutamente sconveniente da un punto di vista economico-finanziario, ridurrà la quota di controllo che lo Stato esercita su un’azienda di chiaro interesse strategico, che andrebbe difesa a prescindere dalle logiche contabili. Mentre osserviamo preoccupati i destini di altre partecipate statali di importanza enorme come Enav, Enel, Poste e Leonardo che rischiano di fare la stessa fine. 

 Il Governo Meloni ed il Ministro Giorgetti continuano sulla strada suicida di Romano Prodi e Massimo D’Alema, riprendendo a svendere i “gioielli di famiglia”, asset strategici che devono rimanere agganciati alla nostra economia nazionale attraverso il controllo pubblico, così come avviene in tutti i grandi paesi europei.”