logo indipendenza

 Lo scorso Gennaio la Meloni aveva aperto a un possibile sostegno da parte di Fratelli d’Italia a favore della rielezione di Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea. Ora però la nuova «Lady di Ferro» sembra caduta in disgrazia e la sua permanenza a Bruxelles appare improbabile. 

Come abbiamo già annunciato, la Procura Europea ha aperto un fascicolo d’indagine in merito alla sparizione di alcuni SMS, tramite i quali la Presidente della Commissione Europea avrebbe trattato con l’Amministratore Delegato di Pfizer l’arrivo di circa 1,8 miliardi di dosi di vaccino anti COVID-19, un giro d’affari di circa 35 miliardi di euro. 

Pochi giorni prima che esplodesse il «Pfizer-Gate», Salvini ha lasciato alla Le Pen l’attacco politico diretto contro la Meloni e il suo possibile sostegno alla rielezione della von der Leyen. Un «fuoco amico» contro l’alleato di Governo, pianificato dal Segretario della Lega, nel tentativo di fermare l’emorragia di voti del suo partito, che tutti i sondaggi danno in caduta libera. 

Bocciata la nomina della von der Leyen, La Repubblica lancia l’ipotesi che la Meloni e Fratelli d’Italia possano avanzare la candidatura – giustificata come patriottica – di Mario Draghi. La Premier italiana sembra intenzionata dunque a mantenere l’Europa su una rotta atlantista e filo-americana. 

Indipendenza ha denunciato da subito la pericolosa continuità dell’operato dell’attuale Governo italiano con l’agenda Draghi, che in Commissione Europea si tradurrebbe in un operato pressoché identico a quello della sua attuale Presidente. Se le indiscrezioni su questa candidatura dovessero rivelarsi veritiere, Giorgia Meloni si renderebbe protagonista di un ennesimo, vergognoso, schiaffo al suo elettorato ed all’Italia tutta.