L’Unione Europea trasforma la #Groenlandia nella sua Termopili, con Macron nelle vesti di Leonida. E già così fa ridere. Gli europei scoprono l’importanza strategica dell’isola dei ghiacci solo dopo che #Trump la rivendica.
Per quasi un secolo Bruxelles ne ha avuto il controllo, ed al massimo ci ha aperto qualche laboratorio climatico, per studiare lo scioglimento dei ghiacci. Materie rare, petrolio, nuove rotte commerciali non interessavano i grandi leader europei più impegnati a editare manuali gender, tappi per le bottiglie di plastica, censurare chi non si adeguava al pensiero unico.
Poi il tycoon americano si va a prendere questo scrigno, nella sua logica espansionistica in cui il mondo è fondamentalmente il giardino di casa degli USA, ed i leader europei cominciano a frignare. Improvvisamente scoprono che il favoloso occidente, quel mondo in cui i diritti individuali contano più dell’interesse dei popoli, dove il mercato ha sostituito il sacro, semplicemente non esiste più.
E si, perché sino ad ora quell’inferno ideologico nel quale sono state cancellate identità, radici e tradizioni esisteva solo grazie allo scudo americano, alla forza di deterrenza esercitata da Washington alle armi nucleari e all’esercito più forte del mondo.
E si, perché nonostante i proclami colti delle anime belle degli intellettuali a la page del vecchio continente, il mondo regola i suoi equilibri sulla forza (politica, economica e culturale prima che militare) e non sui costrutti filosofici di intellettuali annoiati, cultori del gender fluid, impegnati a destrutturare l’identità dei popoli, fautori di un mondo no border.
Ed oggi che negli USA gli americani hanno cacciato a calcioni nel di dietro gli epigoni del pensiero unico, oggi che negli states la polizia anti immigrazione caccia i clandestini, tra gli strilli degli europei e l’entusiasmo degli Americani, Parigi, Londra, Berlino e, purtroppo, anche Roma scoprono improvvisamente che senza lo scudo yankee le parate arcobaleno, gli allarmi climatici, le teorie gender, la società dell’inclusione senza confini tornano ad essere quel che sono sempre state: puttanate per borghesi annoiati.
L’#Europa aveva una possibilità per svincolarsi dal peso dell’egemonia a stelle e strisce: allearsi con la Russia, creando una potenza continentale economicamente, militarmente, culturalmente in grado di confrontarsi alla pari con Cina ed USA. Ce la siamo giocata sulla trincea di Kiev, per seguire gli interessi, privati di Biden.
Oggi gli strilli isterici di Macron fanno solo sorridere. Il mondo lo guida chi ne ha la forza, fatevene una ragione!
Sempre in prima linea con Gianni Alemanno
“Combattere è un destino”