Mentre la stampa italiana si preoccupa della donna uccisa negli USA dalla polizia anti-immigrazione, in Italia si continua a morire per mano degli immigrati.
In questi giorni, complice forse la politica internazionale, ma più probabilmente perché certe notizie non piacciono ai nostri giornalisti, l’omicidio di una ragazza 21enne da parte di un peruviano recidivo, più volte formalmente espulso, che non stava in carcere per una “dimenticanza “ della magistratura, e il successivo accoltellamento che è costato la vita di un ferroviere, perpetrato da un croato, anche lui già espulso (verbalmente), non hanno avuto l’onore della prima pagina.
E si perché ci sono cosiddetti femminicidi che, se compiuti da immigrati, non meritano giorni e giorni di tavole rotonde, di dotte analisi sul ruolo del patriarcato. Meglio farli scivolare come semplici notizie di nera.
La realtà è che nelle nostre città, i nostri quartieri sono orami terreno quotidiano di crimini compiuti da persone che non dovrebbero stare qui. Ma grazie ad una magistratura che agisce da potere autonomo, fortemente condizionata dall’ideologia immigrazionista, grazie alle poche risorse delle forze dell’ordine, mal pagate e poco difese dallo Stato, stiamo permettendo a balordi provenienti da ogni dove, di occupare casa nostra, cancellando qualsiasi sicurezza.
E così mentre negli USA #Trump appoggia l’operato del suo poliziotto, in Italia il carabiniere, che per difendersi spara ad un criminale, viene condannato nel silenzio del governo. È ora di dire basta.
Riprendiamoci le nostre città.

REMIGRAZIONE subito!