Io voterò SI perché la separazione delle carriere tra pubblico ministero inquirente e rappresentante dell’accusa e magistrato giudicante costituisce un passaggio obbligato sia per effetto della riforma del codice di procedura penale del 1988, che in relazione a quel giusto processo previsto in Costituzione dall’art.111 che vede accusa e difesa collocate su un piano di parità, formale e sostanziale, dinanzi ad un giudice terzo e imparziale.
Non vi è alcuno dei pericoli paventati dai sostenitori del NO in quanto pubblici ministeri e giudici faranno sempre parte dell’ordine della magistratura e rimarranno autonomi e indipendenti, come è previsto dall’art.104 della Costituzione.
Lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura non intaccherà in alcun modo autonomia e indipendenza e la creazione di Una Alta Corte di disciplina rafforzerà la terzietà di chi dovrà pronunciarsi sulle violazioni disciplinari di un magistrato.
Infine l’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti dei due CSM garantirà la sottrazione dei singoli magistrati a qualsivoglia possibile condizionamento o potenziale influenza delle correnti.