STORIA DI ORDINARIA INCONGRUENZA
di A.M. Meli

Ieri è stata una giornata che ha messo in luce una problematica seria, riguardante l’accessibilità ai servizi sanitari e il rispetto delle normative vigenti. Una vicenda che mi ha coinvolto in prima persona, grazie alla telefonata di Pamela, un’amica con cui spesso mi confronto su temi di interesse comune.
Pamela mi ha contattato in preda all’agitazione. Si trovava all’Ospedale V. Cervello e doveva effettuare un pagamento per una prestazione urgente. L’incredibile: non le permettevano di pagare in contanti.
Un odissea burocratica.
Insieme, abbiamo tentato di contattare la Dirigente responsabile, sperando di risolvere la situazione. Purtroppo, i nostri tentativi sono risultati vani. Di fronte a questo muro di gomma e all’impossibilità di accedere a un servizio essenziale, abbiamo deciso di chiamare la Guardia di Finanza.
Fortunatamente, la Guardia di Finanza ha risposto prontamente alla nostra segnalazione. Giunti sul posto, hanno immediatamente constatato la negligenza dell’Ente Pubblico, verbalizzando l’accaduto e avviando le procedure necessarie per sanare la situazione.
Questa vicenda solleva interrogativi inquietanti sull’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari. Come è possibile che un ospedale pubblico neghi a un cittadino la possibilità di pagare in contanti per una prestazione urgente? Quali sono le conseguenze per chi, magari sprovvisto di carte di credito o bancomat, si trova in una situazione simile? È fondamentale che le istituzioni preposte intervengano per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini e l’accessibilità ai servizi essenziali. La digitalizzazione dei pagamenti è un obiettivo condivisibile, ma non può e non deve escludere chi non ha accesso a tali strumenti.
Spero che questa disavventura possa servire da monito e stimolare un dibattito costruttivo per migliorare e l’inclusività del nostro sistema sanitario.
Sovranismo Sociale ora o mai più !!!
Con Gianni Alemanno sino alla Vittoria!!!
Indipendenza