Se importi l’Africa diventi Africa. Senza le leggi dell’Africa.
Ucciso un ragazzo egiziano di 18 anni da un ragazzo marocchino di 18 anni, in una scuola italiana.
I migrazionisti tentano di trasformare l’ennesimo atto di violenza tra immigrati, figli di immigrati, in una tragedia dovuta alla “società”.
La realtà è che cultura e radici, etnia e storia, non scompaiono perché si fanno corsi a scuola, o si mandano psicologi a coccolare i ragazzi. Quello che stiamo vivendo oggi in Italia, è consuetudine nelle nazioni da cui questi ragazzi provengono: giunti in Italia continuano a vivere e comportarsi secondo la loro cultura, semplicemente. Con una differenza sostanziale: nei loro paesi la giustizia e la polizia, consapevoli della violenza dei propri popoli agiscono con durezza e fermezza.
Da noi , con la giustificazione dell’inclusione, dei traumi che hanno dovuto affrontare, vengono coccolati da magistrati e giornalisti, sempre pronti a scusare e giustificare la loro violenza.
Quanto ancora dobbiamo subire in nome di un’ideologia folle che vorrebbe cancellare le frontiere? Remigrazione subito, prima che sia troppo tardi.

Sempre in prima linea con Gianni Alemanno