L’aggressione americana al Venezuela certifica la sconfitta definitiva dell’Unione Europea non soltanto sul piano economico ma soprattutto ideologico: vengono meno la “cultura della debolezza” attentamente coltivata ed inculcata nei popoli europei nel corso dell’ultimo secolo, l’esaltazione della devirilizzazione, la demonizzazione e la cancellazione dei valori tradizionali.
I principi di coraggio, orgoglio e forza sono stati negativamente declinati per decenni come arroganza, violenza e discriminazione, mentre le nuove generazioni venivano educate alla resilienza, alla sopportazione passiva, al vittimismo, al cosmopolitismo apolide, al rifiuto delle appartenenze (religiose o culturali che fossero), alla ‘fluidità’. Non più valorosi guerrieri in armatura o avventurieri sprezzanti del pericolo, ma individui asessuati e disadattati privi di qualsiasi identità. Non più madri amorevoli e combattive matrone e matriarche, ma mascoline donne in carriera, dedite unicamente al perseguimento della propria egoistica ed egocentrica affermazione.
Poi improvvisamente cambia il mondo. La guerra, quella raccontata dal sangue dei soldati morti in battaglia e dalle mura diroccate di città bombardate, torna ad essere lo strumento di confronto tra i popoli. E se in un primo momento Putin e poi Netanyahu vengono demonizzati quali pazzi dittatori dagli esponenti miopi di una cultura liberal-progressista ormai in declino, l’arrivo di Trump sancisce il ritorno a quei rapporti di forza che hanno sempre gestito il mondo (anche quando una ipocrita e orchestrata narrazione li ammantava di falsi e prepotenti valori democratici).
Crolla dunque il laboratorio sperimentale dell’UE: frana il castello di sabbia della cancel culture, dell’ideologia LGBTQ+, delle teorie woke. Ma l’Europa, quella vera, fuori dalle mura dei palazzi del potere, come potrà salvarsi? Chi andrà a difendere, in caso di necessità, la Danimarca? Le “risorse” immigrate che ci portano la guerra in casa o i nostri giovani viziati, annoiati e disabituati allo scontro? Quali fantasiose strategie potranno adottare i corrotti e viziosi burocrati di Bruxelles? La guerra per procura ormai non è più possibile.
Chi non avrà la forza etica, morale e valoriale, prima ancora che militare, di confrontarsi sul campo di battaglia sarà spazzato via.
Ed ecco, allora, come il discorso del Presidente Mattarella, che glorifica 80 anni di soprusi occidentali e democratico asservimento dei popoli, travestiti come “pace” dalla propaganda di regime, palesa tutta l’ipocrisia e la colpevole falsità della narrazione degli ultimi decenni.
Quando la forza torna ad essere il sestante, i popoli rientrano al centro della storia. Un nuovo mondo sta avanzando: scegliere se reagire o soccombere sarà la sfida dei prossimi mesi.