Concorso in aggressione e concorso in rapina: queste le accuse per l’unico arrestato dei delinquenti che hanno massacrato il poliziotto a Torino.
Accuse risibili, che nella migliore delle ipotesi si tradurranno in condanne di pochi mesi.
Ricordiamoci sempre che per i responsabili, o presunti tali, di quanti occuparono una sede della CGIL, senza feriti e con poche migliaia di euro di danno, le condanne sono state per devastazione, con pene di 8 anni.
Ancora una volta la magistratura si muove utilizzando due pesi e due misure in base all’appartenenza politica, a tutto vantaggio dei criminali dell’antagonismo antifascista.
L’impunità di cui godono questi delinquenti, simile a quella dei migranti che affollano i loro cortei, dimostra una volta di più che in Italia i tentacoli della mafia antifascista arrivano ovunque. Facendo diventare ridicole le parole del presidente del consiglio.
Anche per questo é fondamentale votare Si al referendum, impedendo ai magistrati militanti di proteggere chi devasta le città!
Sempre in prima linea con Gianni Alemanno