ANCHE SE TUTTI, NOI NO!

«GIANNI ALEMANNO si trova dal 31 dicembre 2024 recluso nel carcere di Rebibbia a seguito di una condanna definitiva per TRAFFICO DI INFLUENZE ILLECITE, quel reato indefinito che viene utilizzato in genere contro i Sindaci scomodi.
Attende comunque la pronuncia della Commissione Europea Diritti dell’ Uomo, innanzi alla quale è pendente un procedimento già dichiarato ammissibile dalla stessa Corte, cui spetta l’ultima parola sulla innocenza o meno di Alemanno.
E’ appena il caso di sottolineare che il principale accusatore di Gianni Alemanno, il dott. GIUSEPPE PIGNATONE, procuratore capo presso il Tribunale di Roma, un magistrato divenuto noto proprio per l’inchiesta “MAFIA CAPITALE” che coinvolse politici vicini all’ex sindaco Alemanno e lo stesso Gianni Alemanno, è stato indagato dalla Procura di Caltanissetta nel 2024 per favoreggiamento a Cosa Nostra, nell’ambito di indagini su presunti insabbiamenti legati all’inchiesta su mafia e appalti del 1992, con sospetti su presunti contatti con ambienti mafiosi, dopo essere stato un magistrato chiave nell’antimafia a Palermo e Roma.
Quando Gianni Alemanno era ministro delle politiche agricole e forestali, ritenendo che fosse suo precipuo dovere tutelare gli interessi dell’Italia, si oppose fermamente all’uso in agricoltura degli OGM (organismi geneticamente modificati) che sono organismi il cui materiale genetico è stato alterato tramite tecniche di ingegneria genetica.
La posizioni del Ministro Alemanno era più restrittiva rispetto alle normative europee, tanto da suscitare anche divisioni all’interno del governo e contrasto con altri ministri, soprattutto quello degli Esteri.
La sua linea politica, che incontrò fortissime resistenze politiche e istituzionali, era legata alla tutela dell’ambiente e mirava a proteggere la biodiversità agricola italiana e la sovranità alimentare.
Addirittura nel 2003 il Ministro Alemanno aveva predisposto il testo di un decreto legge per VIETARE LE SEMENTI TRANSGENICHE in Italia, ma l’iniziativa non piacque agli americani che avevano investito miliardi di dollari per la diffusione, anche nel nostro territorio, delle sementi biotech e per il loro impiego nelle coltivazioni agricole italiane.
La nuova tipologia di coltivazione statunitense era infatti diventata uno dei cardini della loro strategia economica, sicché il decreto di Alemanno avrebbe potuto danneggiarli, per cui quel decreto venne immediatamente bloccato, a seguito dell’intervento su Gianni Letta e Silvio Berlusconi dell’AMBASCIATORE AMERICANO di Roma Michael Sembler.
Ma, come si sa, gli americani non perdonano, neanche a distanza di tempo ed ancora oggi Gianni Alemanno paga le conseguenze per AVER SEMPRE DIFESO GLI INTERESSI NAZIONALI».
ALFREDO LONOCE Lecce